Expo 2015 e la lotta allo spreco alimentare

a cura di Europe Saves Food

Il successo di Expo 2015 a Milano può misurato in diversi modi. Crediamo che la vera eredità sarà una maggiore consapevolezza contro lo spreco alimentare.

Chiunque abbia cercato di perdere peso lo ha sperimentato: siamo "biologicamente progettati" per difenderci dalla scarsità di cibo ma non dalla sua abbondanza. Quando si comincia a mangiare di più non è facile fermarsi. In Italia, come negli altri Paesi avanzati (anche quelli emergenti), si mangia come nessuna generazione ha mai potuto fare prima. Le persone sovrappeso (1,1 miliardi) o obese (500 milioni) sono esattamente il doppio di quelle che soffrono la fame; sono anche il doppio rispetto al 1980 e la metà, se il trend attuale dovesse continuare, rispetto al 2030. Al crescere del reddito i cibi a basso contenuto calorico (come i cereali) vengono sostituiti con altri di maggior pregio e più nutrienti (carne, latte e latticini ne sono un esempio) - si chiama "transazione alimentare" – allo stesso tempo la vita diventa sedentaria. Diete troppo povere repentinamente passano ad essere troppo ricche stravolgendo tradizioni alimentari sane, com’è avvenuto anche in Italia dove i consumi alimentari sono stati in linea con il fabbisogno reale solo intorno al 1955.

L'Organizzazione Mondiale della Sanità stima che "i chili di troppo" sono responsabili del 44% dei casi di diabete, del 23% degli infarti e del 40% di alcuni tipi di cancro diventando la causa di malattia in più rapida crescita. Le contraddizioni non finiscono qui; secondo la FAO, un terzo del cibo prodotto nel mondo (1,3 miliardi di tonnellate l'anno) non arriva nel piatto dei suoi abitanti: viene perduto lungo la "strada dal produttore al consumatore" in modi differenti tra Paesi poveri e quelli ricchi. Nei primi lo spreco alimentare avviene soprattutto in campo, nei trasporti, stoccaggio e nella lavorazione: la mancanza di infrastrutture necessarie e sufficienti deteriora velocemente il cibo. Il consumatore però butta via solo dai 6 agli 11 chili di cibo all’anno. Nei Paesi ricchi, invece, la perdita di cibo maggiore avviene nella vendita e nel consumo. Molto cibo viene sprecato a casa: sempre la FAO stima dai 95 ai 115 chili procapite all’anno (in Italia si stima lo spreco alimentare ad un 8% della spesa pari a circa 9 miliardi di Euro l’anno). Se il costo etico dello spreco alimentare non è calcolabile, quello economico è stimato (escludendo il contributo del pesce) in 750 miliardi di dollari all’anno: il PIL della Svizzera.

Cosa ci aspettiamo da Expo 2015

La Carta di Milano ad Expo 2015 e lo spreco alimentare

Il cibo e l'alimentazione non sono banalmente il "rifornimento" del nostro organismo: sono la base per un sviluppo fisico e mentale che influenzano lo stato di salute e longevità del mondo intero; sono per questo i primi diritti di ogni persona. Avere cibo a sufficienza è la premessa per ogni tipo di emancipazione personale ed economica; non solo: il cibo è anche un piacere della vita, uno di quei piaceri che unisce che diventa specchio della nostra civiltà, dalla nostra cultura, della nostra tradizione e della comunità a cui apparteniamo: in poche parole dice chi siamo. Il cibo quindi diventa veramente "energia per la vita": "assicurare a tutta l'umanità un'alimentazione buona, sana, sufficiente e sostenibile", come afferma la mission di Expo 2015, rappresenta una sfida enorme e affascinante. Come in ogni problema complesso non esistono soluzioni uniche e semplici; siamo fortemente convinti che le soluzioni saranno sicuramente tante. Auspichiamo, però, che l'occasione di Expo 2015 a Milano diventi il punto di inizio per lo sviluppo di una coscienza individuale ed una consapevolezza personale di ognuno di noi.

Così come anche le più grandi avventure cominciano con un piccolo passo auspichiamo che Expo 2015 rappresenti un punto di svolta per la sensibilità alimentare di ogni singolo territorio italiano e di ogni singolo componente della catena agroalimentare. Non servono grandi azioni ma piccole attenzioni e sensibilità quotidiane che unite portano ad un vantaggio per tutta la comunità

La sfida dell'alimentazione contro lo spreco di cibo si può vincere ma serve la partecipazione di tutti.

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fonte Europe Saves Food